La persona

«Sono cresciuto in fabbrica e la fabbrica ha cresciuto me. Credo nella concretezza del lavoro quotidiano, nel mettere sempre la persona al centro e nella responsabilità sociale dell’imprenditore. Un ruolo in cui occorre avere autorevolezza, non autorità»

Ritratto ufficiale della famiglia Giordano Riello

Riello, pionieri della manifattura

Giordano Riello nasce il 20 maggio 1989 a Legnago, in provincia di Verona, in una famiglia che da cinque generazioni lega il proprio nome all’impresa e all’innovazione, crescendo in un contesto in cui il lavoro, la responsabilità e lo spirito di iniziativa rappresentano valori imprescindibili.

È figlio di Alessandro Riello, fondatore della RPM S.p.A. azienda specializzata nella produzione di motori elettrici, nonché nipote dell’omonimo Giordano Riello, fondatore di Aermec S.p.A., leader nel settore della climatizzazione e pioniere dell’aria condizionata in Europa. Prima di lui, ancora, la famiglia Riello aveva già indissolubilmente legato il proprio nome al settore termotecnico fin da inizio Novecento.

Fin da giovane, dimostra la volontà di affiancare la formazione accademica a esperienze concrete sul campo, -in primis nella “sua” fabbrica, su stimolo del nonno- nella convinzione che la preparazione teorica debba sempre essere accompagnata dalla pratica e dal contatto diretto con il mondo produttivo.

Il Privato

La sua vita privata riflette i valori della famiglia come nucleo fondante di ogni percorso umano e professionale.

È sposato con Francesca Cerulli, manager e imprenditrice nel settore medico, co-fondatrice di ICLO Srl, centro di ricerca e formazione per chirurghi.

Francesca ha oggi deciso di vendere l’attività e concentra il suo impegno in un’attività altrettanto delicata e complessa: quella di crescere i tre figli nati dal loro matrimonio -Alessandro, Edoardo e Caterina Atena– che rappresentano per Giordano la “startup più bella”, come ama definirla.

«Riuscire a bilanciare le cose non è semplice. Però, una volta che si ama il proprio lavoro, lo si fa con amore anche verso la famiglia: questa è la cosa più bella che si possa avere. E Francesca mi dà quella forza che mi permette di fare tutto quello che faccio»

Ritratto ufficiale di Giordano Riello

«Senza il volo non avrei mai fatto l’imprenditore. Impari a lavorare in sinergia con la tua crew, con fiducia reciproca e una rotta da seguire, che va programmata prima. E devi essere sempre pronto a gestire, o prevenire, eventuali emergenze»

Ritratto ufficiale di Giordano Riello alla guida di un aereo

Aria e acqua

Oltre al ruolo di imprenditore e dirigente, e ai suoi impegni famigliari, Giordano Riello coltiva interessi che ne rivelano la natura curiosa e dinamica.

L’aviazione è la prima grande passione: già a 16 anni ottiene la licenza PPL (Private Pilot Licence) e, pochi anni dopo, l’abilitazione multi-motore (MEP). Volare rappresenta per lui non solo un hobby, ma anche un esercizio di disciplina, precisione e responsabilità: valori che ritrova e applica anche nella gestione aziendale.

Accanto al cielo, c’è il mare. Giordano è subacqueo certificato PADI Advanced, con esperienza in immersioni a profondità importanti e in ambienti naturali complessi che lo hanno portato a sviluppare una sensibilità particolare verso la sostenibilità, rafforzando in lui l’idea di un equilibrio necessario tra uomo, tecnologia e natura.

La montagna

Anche la montagna, però, è un habitat in cui Riello ritrova connessione con valori profondi. Ne è un esempio la via lunga di arrampicata aperta sulle Dolomiti (Lagazuoi) insieme alla sorella Perla e dedicata al nonno, Valerio Giordano. Anche lui, infatti, era un appassionato alpinista -passione trasmessa ai nipoti- e amava sottolineare come, tra i monti, fosse possibile “ricaricare le batterie e trovare ispirazione per innovare le aziende”.

Oggi Giordano Riello condivide l’amore per l’arrampicata con i due suoi figli maggiori, nonostante la loro giovanissima età. Negli ultimi mesi ha aperto altre due vie di arrampicata, sulle Cinque Torri, dedicandole alla figlia e alla moglie.

«Queste passioni sono legate tra loro da un fil rouge: il desiderio di esplorare. Credo che l’essere umano dia il meglio di sé quando ha il coraggio di andare oltre la propria comfort zone e vedere le cose da una prospettiva diversa.

Pratico anche la corsa, uno splendido allenamento psicologico, oltreché fisico. Una disciplina che ti insegna ad aspettare e capire quando poter accelerare e quando dover rallentare»