L'imprenditore

«Per me fare impresa significa valorizzare il made in Italy, difendere la nostra cultura manifatturiera e portarla nel mondo, coniugando tradizione e innovazione.
È un percorso che richiede impegno, resilienza e, soprattutto, passione».

Gli inizi

La carriera imprenditoriale di Giordano Riello inizia presto, segno di una predisposizione naturale a mettersi in gioco e a guidare processi di innovazione.

Muove i primi passi nel 2011, entrando nel Consiglio di Amministrazione di RPM. Nel 2017 diventa membro del Comitato Consultivo di Banca BPM a Verona e nel 2020 viene nominato consigliere di Banca Akros.

La vocazione all’innovazione

Il vero punto di svolta del suo percorso imprenditoriale è però nel 2013, grazie alla fondazione di Nplus S.r.l. insieme a Davide Ambrosio e Carlo Ranalletta Felluga: una società ad alta tecnologia, con sede a Rovereto (Trento), specializzata nello sviluppo di sistemi di monitoraggio strutturale per ponti, viadotti ed edifici strategici o di interesse nazionale, dal Duomo di Milano alla cattedrale di Santa Sofia a Kiev.

L’azienda -che negli anni è diventata un punto di riferimento nella sensoristica a livello europeo, puntando su intelligenza artificiale, machine learning ma anche su giovani ricercatrici e ricercatori- ha consolidato la propria presenza sui mercati globali, con la fondazione di Nplus North America a Toronto (Canada) e Nplus México nonché sviluppando una rete di distributori estesa dal sud-est asiatico al Cile, dalla Corea del Sud al Medio Oriente.

Oggi detiene il più grande portafoglio mondiale di ponti monitorati ed è stata di recente inclusa nel report “Financial Times 1000 – Europe’s Fastest Growing Companies 2025”.

Nplus fa parte del GRIG – Giordano Riello International Group, holding che unisce le dieci aziende della famiglia e che conta oltre 2.000 dipendenti e più di 700 milioni di euro di fatturato consolidato, al cui interno da due anni Giordano ricopre il ruolo di responsabile dello sviluppo commerciale internazionale.

Ritratto ufficiale di Giordano Riello

«Si entra nel Gruppo di famiglia se si fonda un’impresa manifatturiera sul territorio italiano con i capitali del mercato. E solo quando questa azienda genera utili, si ha il permesso di entrare nella holding con ruoli operativi.

Lavorare in un contesto di tali dimensioni, che opera su più continenti, è una sfida continua, che richiede visione e capacità di adattarsi a scenari sempre mutevoli. Ma sempre con la convinzione che il vero progresso nasca da scelte consapevoli e sostenibili, che partono dal benessere delle persone e dal rispetto per il pianeta».