L'impegno

«In questo ruolo posso trasmettere le competenze globali che ho acquisito negli anni anche ai tanti imprenditori con aziende medio-piccole che oggi, come mai prima, hanno bisogno di conoscenza e di confronto per restare competitivi sui mercati»

Giornado riello speaker Nplus

Qualità e innovazione

Fin dagli esordi, Giordano Riello ha affiancato la propria attività imprenditoriale a un forte impegno associativo. La sua partecipazione al movimento dei Giovani Imprenditori di Confindustria ne è l’esempio più chiaro: attivo fin dal 2009, è stato presidente del gruppo Veneto nel 2015 e vicepresidente nazionale nel 2017. Oggi guarda anche oltre i confini nazionali, in qualità di vicepresidente di Confindustria Ungheria, ed è impegnato in Confindustria Veneto Est con delega all’innovazione e alla ricerca.

Qualità e innovazione sono, per lui, gli strumenti più efficaci con cui promuovere lo sviluppo in un contesto globale sempre più sfidante: “L’Italia non è il Paese ideale per fare impresa, ma è il Paese migliore per poterlo fare” è un paradosso che ama ripetere.

Il suo impegno non si limita all’aspetto economico, ma si estende anche a favore del territorio in cui è nato e nel quale la sua famiglia ha sempre radicato le proprie aziende, con svariate opere filantropiche (ne è un esempio il centro vaccinale allestito nei propri stabilimenti durante la pandemia).

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«Il Veneto e l’Italia sono la mia casa. Sono convinto che fare impresa significhi anche restituire qualcosa alla terra che ti ha cresciuto e che ti sostiene. Le aziende non devono essere “torri d’avorio”, ma attori protagonisti della Comunità in cui sono nate e operano.

Se vogliamo progredire ulteriormente e tornare protagonisti sulla scena globale, dobbiamo ripartire dalle nostre radici, reintrepretando quella che è la storia industriale italiana in chiave moderna per generare ricchezza diffusa e innovazione»

«Sono convinto che abbiamo ancora tanto da esprimere: dobbiamo solo imparare ad amarci di più. Le imprese e la Politica hanno il dovere di mandare messaggi positivi: nel mondo, il Made in Italy è un capitale unico, che non dobbiamo sottovalutare e che va difeso».